Categoria: Arte e Multimedia

Articoli relativi a grafica, illustrazioni, musica, video ed ulteriori forme d’arte sensoriale.

#doingthingsright vol. 1 – Me and Tomas Muller

#ilmiolumia 1020 + Camera Grip, la recensione: fotocamera, smartphone o…prototipo?

Nota preliminare: chi scrive la seguente recensione è un appassionato viscerale di tecnologia, da anni. Per quanto riguarda l’ambito mobile, possiedo dispositivi iOS, Android e Windows Phone…pertanto, conoscendo vantaggi e svantaggi di ogni singola piattaforma, conto (spero) di fornire un giudizio imparziale sui prodotti da me testati.

Introduzione

Ricevere la telefonata di Nokia Microsoft è stata una piacevole sorpresa, sia in qualità di appassionato che per fattori affettivi (ho perso il conto dei cellulari Nokia posseduti sin da ragazzino): l’iniziativa #switchtolumia mi avrebbe concesso di testare, per una settimana, un device della famiglia Lumia. Il sottoscritto ha un legame quotidiano con l’immagine e la fotografia: sono infatti un post-produttore freelance da nove anni, nonché fotografo (amatore evoluto) da cinque. Ovviamente, fra i potenziali modelli da testare, il 1020 era il più ambito data la sua anima pesantemente fotografica…pertanto non ho nascosto la mia soddisfazione quando mi è stato assegnato (insieme al Camera Grip): onestamente, ci speravo!

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#ilmiolumia 1020: e il corriere bussò!

Non ho scritto né detto nulla fin ora, un po’ per riservatezza caratteriale ed un po’ per tenermi “low profile”. Ma, adesso che il tutto ha inizio, posso svelare al mondo la mia nuova occupazione non-lavorativa per la settimana a venire: strapazzare un Nokia Microsoft Lumia 1020!

Il sottoscritto è attualmente possessore di un LG Nexus 4, casualmente in assistenza per la terza volta (rispettivamente: connettore USB fallato; caduta con danni del sottoscritto al vetro; danni causati dal precedente lavoro dell’assistenza LG, fatto col c**o dopo 50 giorni di privazione)…nonché di un Lumia 820, che nonostante le specifiche di fascia media mi ha dato grosse soddisfazioni dal punto di vista multimediale.

Sono stato scelto e contattato alcuni giorni fa da Nokia Microsoft Italia, in seguito ad una mia precedente candidatura sulla pagina Facebook, per testare un telefono della famiglia Lumia. Dopo un sondaggio ed alcune domande più specifiche su ciò che faccio, mi è stato assegnato il 1020 con annesso Camera Grip (una cover con batteria aggiuntiva, tasto di scatto dedicato, impugnatura “fotografica” e filettatura per treppiede). Ovviamente, fra i telefoni della famiglia Lumia, il 1020 era potenzialmente il più ambito (data l’anima fotografica), quindi la mia curiosità è stata appagata…per ulteriori dettagli, vi rimando alla futura recensione, nonché alla scheda tecnica dello smartphone.

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CTRL+C si, CTRL+V no.

Alzi la mano chi non si è mai ispirato ad un qualcosa di più bello, più appagante o più completo.

Ritengo sia giusto, quasi obbligatorio, attingere da fonti esterne ed ammirare i lavori altrui, per far scattare quel paragone “involontario” che metta in moto la macchina del miglioramento e, conseguentemente, anche quella dell’emulazione “a fin di bene”. Che sia una composizione, una scelta in fase di scatto o di post-produzione, una curva, uno stile, un logo, un modo di comunicare. Ma anche una ricetta, un abbinamento di capi, un taglio di capelli…

Personalmente, trovo piacevole drogarmi di potenziali “punti d’arrivo” per stimolarmi e, allo stesso tempo, trasformarli in futuri punti di partenza. La ricerca della propria strada passa anche dal camminare su quella già percorsa da altri; magari di nascosto, per non destare troppo nell’occhio.

Credo però che, prima o poi, debba arrivare il momento in cui l’ispirazione vada di pari passo con le proprie idee, camminando con le proprie gambe e non abituandosi ad imitare le scelte di terzi, amatori o mostri sacri che siano; sarà pure comodo, sarà una scorciatoia per il paradiso, ma è un suicidio per la propria personalità ed i propri stimoli. Imitare sì, ispirarsi sì, copiare (nella sua accezione più discreta) sì, sì e sì: ma senza superare determinati limiti etici. Ricalcare NO, a meno che non lo si faccia nel privato e per scopi didattici…meglio evitare incomprensioni e/o potenziali danni alla propria immagine professionale, no eh?

Più ti avvicini a qualcuno, più ti esponi alle sue attenzioni: il rischio di fare figure di merda è sempre dietro l’angolo. :)

Salut!

Grande o piccola, la Bellezza non è soggettiva.

Riporto per intero una considerazione di mio pugno su Facebook, scritta poco fa:

‪#‎LaGrandeBellezza‬, pillole vere da Facebook:

– Meglio la corazzata potemkin
– Fa schifo
– Una cacata
– Una cacata a spruzzo
– Da bagno
– Me sto ad addormentà

Giusto per non farci dimenticare che il paese de “La Grande Bellezza” è lo stesso dei cinepanettoni e delle mirabolanti fiction di Gabriel Garko, dei Modà e del piccolo Lucio, dei Soliti Idioti e dei soliti idioti. Evito di citare mariedefilippi o grandifratelli per non risultare troppo mainstream (che poi sarebbe come sparare sulla croce rossa, ma vabbè).

A chi non ha compreso il film, un invito a riguardarlo in circostanze non televisive: un bel bluray per gustarsi la fotografia (fantastica sino ai titoli di coda), una stanza buia e silenziosa per immergersi a fondo nella storia e nell’atmosfera. Non è detto che lo comprendiate al secondo tentativo, sia chiaro, ma almeno ci avrete provato nella pienezza dell’esperienza visiva.

A chi reputa il film “una merda”, nulla da dire in quanto viene meno qualsiasi argomento.

LGB è un film imperfetto, complicato, a tratti un macigno. Decisamente non “da botteghino”, figuriamoci da dare in pasto allo stesso mezzo che appena 24h prima trasmetteva contenuti di tutt’altro livello. Attenzione però a non fare confusione: la merda non è il film, bensì il mondo che esso racconta. Un mondo “bello” e da ammirare da lontano, in quanto puzza di merda lontano 4 chilometri.

PS: per i reggini, sostituire “merda” con “spazzatura”…magari il discorso risulta più facile da comprendere!

Criticare è diritto di tutti, finché non si rasenta la minchiata.

Lì parliamo di doveri, e tacere è uno di quelli.