Credo. Non credo.

Credo di aver preso un po’ di fresco.
Non credo di aver la febbre.

Credo nei discorsi che, dal nulla, ti accendono una lampadina in testa.
Non credo a chi ascolta con il volto perennemente illuminato. Dallo smartphone.

Credo in Skype.
Non credo alle telefonate.

Credo in chi urla, in chi sussurra.
Non credo alle chiacchiere…le detesto.

Credo nel silenzio, come forma più pura di dialogo interiore.
Non credo a chi sta zitto.

Credo nei pensieri liberi e nella libertà di pensiero.
Non credo (più) al politically correct.

Credo nella serenità.
Non credo al quieto vivere.

Credo (purtroppo) nella negatività e nei suoi portatori sani. Silenziosa, invadente, e se non stai attento anche contagiosa.
Non credo alle “malenove”, o iettature che dir si voglia. Anzi, provo un po’ di pena per chi lo fa.

Credo negli antipatici. Ti dirò, inizio a preferirli ai bravi ragazzi.
Non credo ai metodici, l’abitudine fa a botte con la voglia di mettersi in gioco.

Credo nella condivisione delle esperienze.
Non credo alla condivisione dei cervelli.

Credo in chi, appena raggiunto un obiettivo, già ne coltiva di nuovi.
Non credo a chi fa del proprio orticello un’ambizione di vita.

Credo nella complicità, nell’intesa.
Non credo alla comunella.

Credo nei sorrisi, ancor di più se rari.
Non credo ai sogghigni.

Credo in chi osserva.
Non credo a chi guarda.

Credo in chi non ha paura di esprimersi, anche a costo di far male.
Non credo ad Insanity…troppo comodo dirlo con un “condividi”.

Credo nella vita, e nelle pieghe inaspettate che ogni tanto riserva.
Non credo al destino, ancor meno in chi lo usa come scusante. Il destino non lo costruisce nè Dio (se ci credi), nè gli alieni (se ci credi), nè l’amore (se ci credi)…lo costruisci solo TU (se ci credi).

Credo in chi chiede.
Non credo a chi crede.

Credo?
Non credo.

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