Non si finisce mai…

Supremacy. Nella mia stanza regna il caos.

Treppiedi, pannello riflettente, faretto, macchina fotografica da una parte; zaino fotografico e un paio di scarpe dall’altra. Dovrei riordinare…tutta colpa della mia donna, che ieri ha costretto il mio istinto fotografico ad un improvvisato shooting (qui i risultati).

Madness. E’ da molto che non scrivo, un pò per mancanza di tempo e un pò per mancanza di ispirazione (non di tematiche, lì ne avrei per mesi)…oggi mi son svegliato propositivo. “Propositivo”: una parola che rispecchia parecchio il mio essere negli ultimi mesi, in quanto ne ho fatte e pensate di tutti i colori.

Domenico Lofaro all'opera

Panic Station. Come accennato nell’ultimo post, ho iniziato una collaborazione con Domenico Lofaro che perdura tutt’oggi. Domenico è un ritrattista molto preparato, deciso e pignolo…idee ben chiare e attitudine da rompicazzo (nel senso buono del termine) che lo portano quasi sempre al consegumento dell’obiettivo: “la Foto”, come ama definirla. Prelude. La Foto” pensata, immaginata e costruita, che si forma in testa, nelle istruzioni alla modella e solo alla fine nel pentaprisma. Survival. La qualità dei suoi lavori, così come dei criteri con cui seleziona le ragazze da fotografare, è davvero elevata…motivo per cui, come già spiegato, lo stalkerai a tempo debito: è il fotografo che più mi ha impressionato con i suoi ritratti: colui più vicino alla mia idea di ritratto, che comunica qualcosa più di altri, che non scade mai nel volgare.

Lavinia

Follow me. L’esperienza con Lofaro mi ha fatto crescere e continua a farlo tutt’oggi. Grazie a lui, ma anche grazie a Noemi, Cristina, Simona, Emanuela, Lavinia, ho avuto la possibilità di assistere a degli shooting ben concepiti e condotti, niente “foto a chili e vediamo cosa esce” (errore in cui cadono tutti agli inizi, me incluso) ma poche foto, pensate. Animals. La psicologia è fondamentale in uno scatto…non si tratta di mettere una bella figa in posa e scattare, ma studiare la location e gli outfit, condurre e mantenere un dialogo per far capire alla modella cosa si vuole ottenere, per guidarla e/o correggerla in corsa (che sia esperta o meno). Avere anche un criterio nelle scelte, sia delle foto che delle modelle…a costo di apparire antipatici: l’antipatia, spesso, è un concetto figlio della paura o dell’invidia.

Explorers. Domenico, oltre a mostrarmi il suo modo di lavorare e la sua visione, mi ha permesso di partecipare attivamente alle sue sessioni, principalmente come assistente (figura molto più importante di quanto la concezione comune -errata- del ruolo possa far apparire) ma anche invertendo i ruoli, mettendomi dietro l’obiettivo e riciclando sè stesso al ruolo del reggi-pannello, facendo gestire il tutto a me per pochi, ma preziosissimi minuti…e permettendomi di portare a casa qualche scatto discreto (che, sinceramente, mai avrei potuto ottenere da solo), oltre a delle sessioni di backstage (tipologia di reportage che mi diverte non poco). Una collaborazione cercata a lungo, conquistata, e che perdura tutt’oggi…cosa di cui vado fiero. [però ora basta, che sennò Lof si monta la testa…]

Big Freeze. Oltre alla collaborazione, quest’estate ha visto dei nuovi arrivi in casa Laganà, trattasi per il momento di soli accessori per la gestione della luce (faretto LED, pannello riflettente argentato/bianco) per facilitarmi la vita nelle sessioni di ritratto -PAROLONE-. Qualche sessione fotografica c’è stata, qualcuna è già programmata…e, non per vantarmi, ma nel mio piccolo le modelle non mi mancano. Save me. Sono arrivati anche un pò di complimenti, che fanno sempre piacere, sia da persone insospettabili che da gente “del settore” (e i secondi, con tutto il rispetto, danno molta più soddisfazione).

Pasquale "Fafo" Garreffa

All’apertura del blog, citai nelle mie supposte Pasquale Garreffa, il quale mi promise una lettura più approfondita dei miei testi a tempo debito. La lettura è arrivata verso la fine dell’estate, e questo è il risultato:

Caro Davide, te l’avevo promesso e l’ho fatto, ho letto le supposte, stai crescendo, piano piano ma stai crescendo, io di solito i consigli li so dare agli altri, su di me funzionano meno, quando ci arrivo è già troppo tardi. Taglio corto. Ti piace la fotografia, ti piace la grafica … trova delle cose difficili da fotografare le cose facili sono alla portata di tutti. Con una macchina fotografica digitale in molti sanno scattare foto ma per usarla al meglio ci vuole studio, occhio, iniziativa, creatività, conoscenza della lingua inglese e una buona dose di culo, quest’ultimo non deve mancare mai. Creati la possibilità di fare un reportage su una qualsiasi cosa che possa interessare a livello mondiale e inizia a proporre seriamente. Ci sarebbero altre cose da dire … ma ne riparliamo quando ci vedremo per il caffè o un panino alla “Sosta”. Un abbraccio

Liquid State. A questo post segue una proposta, le “altre cose”, fin ora mai fattami da nessuno (cosa triste, considerando che son conosciuto da tre quarti dei fotografi della città): junior photographer ad un matrimonio. Inutile dire che mi son sentito lusingato, e ho accettato senza pensarci minimamente.

Unsustainable. Non ho una buona concezione della fotografia di matrimonio…anzi, direi che non sarebbe proprio uno dei miei obiettivi, qualora ne facessi una professione. Però l’esperienza “sul campo” era una lacuna cronica, considerando che per anni il mio ruolo è stato quello di grafico per le esperienze sul campo di altri…e quindi mi ci son buttato a capofitto. Il matrimonio è tremendo: tempi ben definiti ma spesso stretti, tantissime variabili in gioco (di cui alcune non controllabili in alcun modo), poco spazio per la creatività, il tutto spesso condito da mancanze di rispetto per la professionalità di chi lavora (sia durante che dopo la cerimonia)…ma soprattutto, è faticoso da matti per testa, gambe e stomaco: non invidio molto chi fa questa vita per stagioni intere, onestamente. “Si ma i matrimonialisti guadagnano un sacco”: GRANDISSIMA CAZZATA.

Isolated system. Fafo mi ha permesso di partecipare attivamente a ben due matrimoni, e non finirò mai di ringraziarlo (del resto, la proposta non poteva venire da altri se non da colui che mi mise una reflex in mano, in tempi non sospetti). Lui è una persona che combatte ogni giorno contro mille diffcoltà, e quelle che per molti possono sembrare sconfitte, non fanno altro che fortificarlo. Una fucina di idee che cammina, nonostante gli acciacchi e le difficoltà della vita: finisce una parentesi? Se ne apriranno altre, senza dubbio. Un Uomo, vero e sincero.

Fine, niente repeat, silenzio. Essendo ancora senza lavoro, ho riservato alcuni giorni a delle scelte per il mio futuro: investendo i miei rari guadagni occasionali (grafichette o sitarelli), ho deciso di investire sulla mia formazione, affidandomi a dei corsi per colmare le mie -tante- lacune. In primis, da martedì affronterò un corso BASE di fotografia, condotto da Alessandro Mallamaci, giovane fotografo di Reggio Calabria, che in collaborazione con lo spazio culturale Nonsense ha lanciato spesso delle iniziative di confronto e discussione fotografica (una delle poche mosche bianche, nel mare stagnante di merda in cui versa la città da questo punto di vista). Curiosità: l’idea “Dittilografando” nasce proprio grazie al blog di Alessandro, di cui sono un più che occasionale lettore.

Alessandro Mallamaci

“Davide, fai un corso base di fotografia? Ma sei impazzito? Tu sei bravo!” è un incrocio di sensazioni e commenti alla mia decisione, all’apparenza non capita da molti. Mi limito a dire: sono una persona che dell’istinto fa una componente primaria, in tutto ciò che riguarda la creatività. Ma, ragionando a mente fredda, il solo istinto non mi appaga nè mi fa crescere quanto vorrei. Pertanto, rimboccate le maniche, e considerate sia le mie lacune in teoria, storia e tecnica fotografica, sia il fatto che sento l’esigenza di una figura che mi aiuti durante il percorso…ritengo che un corso sia la soluzione migliore. Conosco i miei limiti, voglio combatterli e ridurli al minimo. Se sarà stato uno spreco di tempo/soldi, o una tappa fondamentale della mia vita, lo dirà soltanto il tempo.

Insieme ad Alessandro, allo spazio Nonsense da quest’anno bazzica Sergio De Luca, former Art Director presso Publiglobe, che curerà un corso base di grafica parallelo a quello di fotografia…ma, per il momento, quello non rientra nei miei piani (sia per motivi economici che di contenuti). Ciò non toglie importanza al potenziamento delle mie conoscenze e capacità sulla grafica, altro obiettivo che spero di realizzare in tempi relativamente brevi. Momento onestà: con la grafica, da ste parti, se magna di più.

Tanta carne al fuoco, tanti sbocchi possibili, la testa continuamente (finalmente) impegnata.

A trovare un lavoretto part-time, magari…

PS: Si ringraziano i Muse per aver condotto la metrica del post grazie all’ultimo loro lavoro, The 2nd Law. Gran disco, ma “non per tutti…rockettari col mestruo in primis” (auto cit.).

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