Etichettato: cinema

Grande o piccola, la Bellezza non è soggettiva.

Riporto per intero una considerazione di mio pugno su Facebook, scritta poco fa:

‪#‎LaGrandeBellezza‬, pillole vere da Facebook:

– Meglio la corazzata potemkin
– Fa schifo
– Una cacata
– Una cacata a spruzzo
– Da bagno
– Me sto ad addormentà

Giusto per non farci dimenticare che il paese de “La Grande Bellezza” è lo stesso dei cinepanettoni e delle mirabolanti fiction di Gabriel Garko, dei Modà e del piccolo Lucio, dei Soliti Idioti e dei soliti idioti. Evito di citare mariedefilippi o grandifratelli per non risultare troppo mainstream (che poi sarebbe come sparare sulla croce rossa, ma vabbè).

A chi non ha compreso il film, un invito a riguardarlo in circostanze non televisive: un bel bluray per gustarsi la fotografia (fantastica sino ai titoli di coda), una stanza buia e silenziosa per immergersi a fondo nella storia e nell’atmosfera. Non è detto che lo comprendiate al secondo tentativo, sia chiaro, ma almeno ci avrete provato nella pienezza dell’esperienza visiva.

A chi reputa il film “una merda”, nulla da dire in quanto viene meno qualsiasi argomento.

LGB è un film imperfetto, complicato, a tratti un macigno. Decisamente non “da botteghino”, figuriamoci da dare in pasto allo stesso mezzo che appena 24h prima trasmetteva contenuti di tutt’altro livello. Attenzione però a non fare confusione: la merda non è il film, bensì il mondo che esso racconta. Un mondo “bello” e da ammirare da lontano, in quanto puzza di merda lontano 4 chilometri.

PS: per i reggini, sostituire “merda” con “spazzatura”…magari il discorso risulta più facile da comprendere!

Criticare è diritto di tutti, finché non si rasenta la minchiata.

Lì parliamo di doveri, e tacere è uno di quelli.

Auguste e Louis? “Muriru!” (cit.)

Io e il grande schermo non abbiamo mai avuto un buon rapporto. Per carità, lo adoro…ma vuoi per mancanza di tempo, vuoi per mancanza della giusta compagnia, vuoi per dei gusti lontani dal cinepanettone, ci vado al massimo 3-4 volte l’anno (e sfido chiunque a tirar fuori una lista di lacune cinematografiche superiore alla mia). Ma bando alle ciance…vi racconto una storiella!

Ieri decido di andare al cinema a vedere The Blues Brothers in versione restaurata per il centenario della Universal, occasione più unica che rara di colmare una delle suddette lacune: spinto dalla soffiata del buon M., e incalzato dal calendario ristretto della Multisala Lumière, mi organizzo la serata con A. (fraterno amico dal buon palato) per andare al secondo spettacolo, in quanto impossibilitati entrambi per il primo. Ci sono tutti i presupposti per una bella serata “di nicchia”, come piacciono a me.

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