Categoria: Articoli

— Collezione degli articoli inseriti dal sottoscritto.

“Siamo amici!”

Lunedì, voglia di buttar giù due righe sulle brutte abitudini di Facebook.

Considerati i miei settori di competenza (fotografia, immagine, ecc.), ricevo spesso richieste di amicizia da parte di persone mai viste, mai sentite o mai conosciute. Da un po’ di tempo a questa parte, pertanto, è mia abitudine “presentarmi” sulle rispettive bacheche, con un saluto e un link alla mia pagina di Flickr. [NDR: nel Mulino che vorrei, dovrebbe essere il contrario…ma vabbè!]

Perché tutto ciò? Semplice educazione. :)

Sai com’è: immagina di invitare qualcuno in casa tua, pur non avendolo mai visto/conosciuto…e lasciare ad esso la porta aperta, per concedergli di entrare in qualsiasi momento. Se tu fossi quel qualcuno…non diresti “è permesso?”, non descriveresti la tua persona? Ecco: il mio saluto in bacheca è il mio “Permesso?”, il riferimento a Flickr è la mia presentazione di rito. Perché io, nella vita, mi occupo di fotografia…e Flickr è la mia cantina, il mio spazio espositivo.

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Goodbye 500D.

Questi siamo io e la mia compagna di 500 avventure.

selfie500D

Con lei ho iniziato a camminare, ho fatto errori, ho avuto un po’ di soddisfazioni, ho scattato tanto e cancellato molte di più…ma soprattutto, ho aperto gli occhi.

Dedico questo selfie a lei, che da oggi ha una nuova casa ed un nuovo padrone…nella speranza che venga trattata bene un DECIMO di quanto l’ho fatto io in questi lunghi anni.

Buon viaggio 500D…e grazie di tutto!

CTRL+C si, CTRL+V no.

Alzi la mano chi non si è mai ispirato ad un qualcosa di più bello, più appagante o più completo.

Ritengo sia giusto, quasi obbligatorio, attingere da fonti esterne ed ammirare i lavori altrui, per far scattare quel paragone “involontario” che metta in moto la macchina del miglioramento e, conseguentemente, anche quella dell’emulazione “a fin di bene”. Che sia una composizione, una scelta in fase di scatto o di post-produzione, una curva, uno stile, un logo, un modo di comunicare. Ma anche una ricetta, un abbinamento di capi, un taglio di capelli…

Personalmente, trovo piacevole drogarmi di potenziali “punti d’arrivo” per stimolarmi e, allo stesso tempo, trasformarli in futuri punti di partenza. La ricerca della propria strada passa anche dal camminare su quella già percorsa da altri; magari di nascosto, per non destare troppo nell’occhio.

Credo però che, prima o poi, debba arrivare il momento in cui l’ispirazione vada di pari passo con le proprie idee, camminando con le proprie gambe e non abituandosi ad imitare le scelte di terzi, amatori o mostri sacri che siano; sarà pure comodo, sarà una scorciatoia per il paradiso, ma è un suicidio per la propria personalità ed i propri stimoli. Imitare sì, ispirarsi sì, copiare (nella sua accezione più discreta) sì, sì e sì: ma senza superare determinati limiti etici. Ricalcare NO, a meno che non lo si faccia nel privato e per scopi didattici…meglio evitare incomprensioni e/o potenziali danni alla propria immagine professionale, no eh?

Più ti avvicini a qualcuno, più ti esponi alle sue attenzioni: il rischio di fare figure di merda è sempre dietro l’angolo. :)

Salut!

Grande o piccola, la Bellezza non è soggettiva.

Riporto per intero una considerazione di mio pugno su Facebook, scritta poco fa:

‪#‎LaGrandeBellezza‬, pillole vere da Facebook:

– Meglio la corazzata potemkin
– Fa schifo
– Una cacata
– Una cacata a spruzzo
– Da bagno
– Me sto ad addormentà

Giusto per non farci dimenticare che il paese de “La Grande Bellezza” è lo stesso dei cinepanettoni e delle mirabolanti fiction di Gabriel Garko, dei Modà e del piccolo Lucio, dei Soliti Idioti e dei soliti idioti. Evito di citare mariedefilippi o grandifratelli per non risultare troppo mainstream (che poi sarebbe come sparare sulla croce rossa, ma vabbè).

A chi non ha compreso il film, un invito a riguardarlo in circostanze non televisive: un bel bluray per gustarsi la fotografia (fantastica sino ai titoli di coda), una stanza buia e silenziosa per immergersi a fondo nella storia e nell’atmosfera. Non è detto che lo comprendiate al secondo tentativo, sia chiaro, ma almeno ci avrete provato nella pienezza dell’esperienza visiva.

A chi reputa il film “una merda”, nulla da dire in quanto viene meno qualsiasi argomento.

LGB è un film imperfetto, complicato, a tratti un macigno. Decisamente non “da botteghino”, figuriamoci da dare in pasto allo stesso mezzo che appena 24h prima trasmetteva contenuti di tutt’altro livello. Attenzione però a non fare confusione: la merda non è il film, bensì il mondo che esso racconta. Un mondo “bello” e da ammirare da lontano, in quanto puzza di merda lontano 4 chilometri.

PS: per i reggini, sostituire “merda” con “spazzatura”…magari il discorso risulta più facile da comprendere!

Criticare è diritto di tutti, finché non si rasenta la minchiata.

Lì parliamo di doveri, e tacere è uno di quelli.